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Allegato B Sicilia 2026: Proviamo ad unire i puntini.

Gli uffici regionali confermano la scadenza del 30 giugno per l'Allegato B, ma la legge regionale 12/2026 ha già esonerato le locazioni turistiche dai requisiti alberghieri. Il deputato Safina spiega perché quella scadenza è solo un fantasma.

SSergio Battelli23 giugno 2026·109 viste
Allegato B Sicilia 2026: Proviamo ad unire i puntini.

La scadenza del 30 giugno per l'Allegato B e il caos normativo siciliano

È bastata una mattinata. Il tempo di chiedere agli uffici tecnici della Regione Siciliana una proroga al 31 dicembre 2026 per la presentazione dell'Allegato B, e la risposta è arrivata, secca: no.

Nessuna modifica, la scadenza resta il 30 giugno 2026. Anzi — spiegano gli uffici — l'Allegato B non sarebbe altro che un'integrazione documentale rispetto a quanto già trasmesso in fase di primo accreditamento, nulla di "strutturale", nulla di drammatico.

E comunque, chiosa degna di un manuale di scaricabarile: «l'eventuale proroga sarebbe una decisione dell'organo politico e non degli uffici amministrativi».

Il presupposto che la legge ha già demolito

Tutto chiaro, quindi? Neanche per sogno. Perché quella risposta, ineccepibile nella forma burocratica, poggia su un presupposto che la legge ha già demolito: che il decreto assessoriale n. 2104 del 25 giugno 2025 sia ancora applicabile alle locazioni turistiche. E non lo è.

Riavvolgiamo il nastro. Con il D.A. 2104/2025 (poi ritoccato dal D.A. 2735 dell'8 agosto) l'Assessorato al Turismo aveva fissato "requisiti minimi" uguali per tutti:

  • Alberghi

  • Strutture extralberghiere

  • Locazioni turistiche

Tutti sullo stesso piano. Peccato che una locazione turistica sia, quasi sempre, una civile abitazione: un appartamento, non una hall con reception.

Pretendere che risponda agli stessi requisiti strutturali di un hotel è come chiedere alla Cinquecento di passare la revisione di un Pullman.

La sentenza del TAR Sicilia

Lo ha detto, con identica sostanza ma parole meno automobilistiche, il TAR Sicilia con la sentenza n. 1268/2026: quelle disposizioni erano affette da "manifesta irragionevolezza, illogicità e sproporzione".

I requisiti, ha spiegato il giudice, semmai servono a classificare — stelle e categorie — non a decidere chi può aprire e chi deve abbassare la serranda. Dodici disposizioni a gambe all'aria.

La legge regionale 12/2026: cosa cambia davvero

Poi è intervenuto il legislatore, quello vero. La legge regionale n. 12/2026, all'articolo 5, ha riscritto l'articolo 35 della legge 6/2025 e ha messo nero su bianco la cosa più semplice del mondo:

Le locazioni turistiche escono dal perimetro dei requisiti alberghieri ed extralberghieri. Per loro valgono le regole della civile abitazione — agibilità, APE, conformità degli impianti, igiene e sicurezza — e nient'altro.

L'intervento del deputato Safina

Ed è qui che la voce che pesa davvero non è quella degli uffici, ma quella del deputato regionale Dario Safina (Pd), che alla Regione ha scritto formalmente per chiedere di smettere di applicare il decreto alle locazioni.

Il suo non è un appello: è un'analisi giuridica che smonta la mail degli uffici riga per riga.

Primo punto: la gerarchia delle fonti

Il decreto assessoriale è un atto regolamentare, una fonte secondaria; trae la propria forza solo dalla legge.

Quando una legge successiva — la L.R. 12/2026 — detta una disciplina opposta ed esclude espressamente le locazioni turistiche dagli obblighi alberghieri, il decreto che la contraddice cessa immediatamente di avere efficacia.

Come scrive Safina senza giri di parole: «la legge "vince" sempre sul decreto». Un atto amministrativo non può sopravvivere contro una norma di rango primario: sarebbe radicalmente illegittimo.

Secondo punto: l'interpretazione normativa

L'articolo 12 delle Preleggi impone di leggere la norma per ciò che dice e per l'intenzione di chi l'ha scritta. E qui sia il testo sia l'intenzione vanno nella stessa direzione:

  • Esonero totale ed espresso delle locazioni dai requisiti strutturali, funzionali e organizzativi

  • Per le case si applicano le norme delle case. Punto.

  • Ai sensi dell'articolo 15 delle Preleggi, la nuova legge ha operato un'abrogazione implicita e parziale del decreto

Perché la scadenza del 30 giugno è un fantasma

Ed è su questo sfondo che la risposta degli uffici rivela il suo lato debole. Dire che l'Allegato B "è solo un'integrazione documentale, niente di strutturale" è rassicurante ma irrilevante:

Il problema non è quanto pesa quel documento, è che la legge non lo chiede più a quella categoria. Si continua a discutere del peso di un compito che il legislatore ha già cancellato dal registro.

La prova della proroga

C'è poi il dettaglio che vale più di mille pareri, e che è la prova più elegante di tutta la vicenda: la proroga.

Il termine per adeguarsi e trasmettere i documenti è slittato al 30 giugno 2027, ma solo per le strutture extralberghiere — B&B e case vacanza. Alle locazioni turistiche è rimasto incollato addosso il 30 giugno 2026.

Sembra una penalizzazione; è l'esatto contrario.

Come fa notare Safina, le locazioni non sono state inserite nella proroga per un motivo semplicissimo: non hanno più nulla a cui adeguarsi. Non si regala un anno in più per fare i compiti a chi i compiti non deve più fare. La scadenza del 30 giugno, per loro, è un fantasma.

Il cortocircuito burocratico

E qui il cerchio si chiude con un'ironia involontaria. Gli uffici, dopo aver tenuto il punto sulla scadenza, ammettono che una proroga "sarebbe una decisione dell'organo politico".

Tradotto: sappiamo che la palla è politica, ma intanto la scadenza resta dov'è.

È esattamente il cortocircuito che Safina aveva previsto: un'incertezza interpretativa che getta nel caos operatori, proprietari e perfino gli uffici locali, e che espone l'amministrazione al rischio concreto di una valanga di ricorsi.

Tutto per non riconoscere ciò che la legge dice già.

Gli obblighi che restano in piedi (quelli veri)

Attenzione, però, a non leggere niente di tutto questo come un "liberi tutti". Non lo è. Gli obblighi nazionali restano in piedi:

  • CIN (Codice Identificativo Nazionale)

  • Comunicazioni agli alloggiati web

  • Sicurezza degli impianti

  • Adempimenti fiscali (cedolare secca, IMU, ecc.)

Quello che è caduto è un sovrappiù tutto regionale, cucito addosso agli alberghi e infilato a forza dentro la porta di casa di chi affitta due stanze.

La semplificazione non è deregulation: è proporzione. Concetto elementare, che in Sicilia è già costato un decreto, una sentenza, una legge correttiva — e una mail mattutina che fa finta di niente.

La nota politica

E arriviamo alla nota di colore, perché la politica è sempre più fantasiosa del diritto.

In Sicilia a chiedere proporzione e parità di trattamento per i piccoli locatori è un deputato del Partito Democratico. Sacrosanto.

Il problema è che lo stesso Partito Democratico, altrove, tifa per la linea opposta:

  • A Firenze la giunta dem ha provato a bloccare i nuovi affitti brev, a Roma la stessa cosa, a Bologna Idem. In più di una città invoca regole sempre più dure proprio nei confronti dei piccoli proprietari

Stessa bandiera, due programmi. Verrebbe da chiedersi se, nelle città del lusso, non ci siano interessi un po' più grandi da far valere rispetto a quelli della famiglia che arrotonda affittando il bilocale della nonna. Domanda retorica, per carità.

Il punto in cui siamo: lo stallo come genere nazionale

Così, a sette giorni dalla scadenza-che-forse-non-c'è, la Sicilia consegna l'ennesimo capitolo di una favoletta tutta italiana:

  • Una legge che esenta

  • Un decreto che resiste

  • Uffici che confermano

  • Un "organo politico" evocato e mai pervenuto

  • Un esercito di host e proprietari in attesa di sapere a quale dei due fogli — la legge o l'allegato — debba credere

Lo stallo, in fondo, resta il vero eroe nazionale, la continua emergenza, l'arriva all'ultimo su tutto,

Noi monitoriamo. E qualsiasi novità ve la comunicheremo immediatamente.

// in breve

In Sicilia la scadenza del 30 giugno 2026 per l'Allegato B non si applica più alle locazioni turistiche: la LR 12/2026 le ha esentate dai requisiti alberghieri, applicando solo norme della civile abitazione (agibilità, APE, conformità impianti).

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