In Italia le buone notizie fiscali sono come i parcheggi liberi in centro a Firenze ad agosto: se ne parla, qualcuno giura di averne visto uno, ma nessuno ci crede davvero. Eppure questa volta c'è. Per l'imposta di soggiorno arriva una regola che, per una volta, fa quello che il buon senso chiedeva da anni: punisce chi non paga, non chi paga e si dimentica un modulo. Dal primo gennaio 2027 le sanzioni per chi sbaglia o salta la dichiarazione annuale diventano proporzionate al danno vero. Che, per chi ha versato tutto al Comune, è quasi zero.
Imposta di soggiorno: cosa cambia dal 2027?
La novità sta nell'articolo 12 del decreto legislativo 7 agosto 2026, numero 147, dedicato ai tributi regionali e locali e al federalismo fiscale regionale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 185 dell'11 agosto ed entrato in vigore il giorno dopo. Il decreto riscrive le sanzioni previste dall'articolo 4 del decreto legislativo 23 del 2011, quello che ha introdotto l'imposta.
Fino a oggi la regola era semplice e brutale: dichiarazione annuale omessa o infedele, sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento dell'imposta dovuta. Come ricorda Assoturismo Confesercenti, la multa scattava anche quando l'imposta era stata regolarmente incassata dagli ospiti e riversata al Comune fino all'ultimo centesimo. In pratica si pagava due volte la stessa cifra: una per le casse comunali, una per aver dimenticato di dirlo.
Dal 2027 cambia la base di calcolo. Per la dichiarazione omessa la sanzione è pari al 100 per cento del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. Per la dichiarazione infedele scende al 40 per cento del tributo non versato, sempre con un minimo di 50 euro. La parola che conta è una sola: non versato.
Sanzioni imposta di soggiorno: quanto si rischia davvero?
Facciamo un esempio. Un host ha incassato e versato al Comune 1.000 euro di imposta nel corso dell'anno, ma si è dimenticato di inviare la dichiarazione. Con la vecchia regola rischiava una sanzione tra 1.000 e 2.000 euro. Con la nuova, siccome il tributo è stato versato, la percentuale non ha nulla su cui calcolarsi: resta il minimo di 50 euro. È la stessa Confartigianato di Arezzo a spiegarlo, quando scrive che se l'imposta è stata regolarmente versata la sanzione percentuale non può essere calcolata su un tributo non versato, fermo restando il minimo.
Da 2.000 a 50 euro. Non è un condono, perché chi non ha versato continua a pagare, e anzi per il mancato pagamento resta la disciplina generale, quella su omesso, parziale o tardivo versamento. È semplicemente la fine di un paradosso: trattare un errore di carta come un'evasione.
Attenzione però al calendario. La nuova misura vale solo per le violazioni commesse dal primo gennaio 2027. Tutto quello che succede fino al 31 dicembre 2026 resta sotto il vecchio regime, con le sanzioni dal 100 al 200 per cento. Chi pensava di approfittare del clima di clemenza per saltare la prossima scadenza farebbe bene a ripensarci.
Imposta di soggiorno e affitti brevi: chi deve fare la dichiarazione?
Qui la notizia tocca direttamente la nostra community. Secondo la sintesi di Confartigianato Arezzo, le disposizioni riguardano non soltanto i gestori delle strutture ricettive, ma anche chi incassa il canone o il corrispettivo o interviene nel pagamento, come portali di prenotazione e intermediari. Lo stesso vale, per quanto di competenza, per compagnie aeree e di navigazione quando si tratta del contributo di sbarco.
Per chi affitta casa per brevi periodi, magari attraverso una piattaforma o con un gestore professionale, il consiglio di Lavoro Impresa è quello di sempre: individuare con precisione chi è il soggetto responsabile degli adempimenti e controllare il regolamento del proprio Comune, perché è lì che si decide chi incassa, chi versa e chi dichiara. In un Paese con migliaia di regolamenti comunali diversi, la vera semplificazione resta ancora un miraggio.
Ricordiamo che dichiarazione va fatta ogni anno entro il 30 Giugno
Imposta di soggiorno 2027: cosa fare adesso?
Per un piccolo host la lista è breve. Primo, controllare che la dichiarazione per l'anno in corso sia pronta per la scadenza di giugno, perché le violazioni del 2026 si pagano ancora alla vecchia tariffa. Secondo, tenere in ordine le ricevute dei versamenti al Comune: dal 2027 saranno la prova che il tributo non versato è zero. Terzo, se lavorate con un gestore o una piattaforma, mettere per iscritto chi fa cosa, perché in caso di errore la domanda non sarà se c'è una multa, ma a chi arriva.
Resta il retrogusto tipicamente italiano. Ci sono voluti quindici anni dall'introduzione dell'imposta per stabilire che chi ha pagato tutto non va trattato come chi non ha pagato nulla. Ora che il principio è scritto in un decreto, la domanda viene da sé: quante altre sanzioni sproporzionate aspettano ancora il loro articolo 12?
Su Vita da Host raccontiamo le regole fiscali dalla parte di chi ospita, e quando arriva una buona notizia la festeggiamo insieme. Nell'HostClub ci confrontiamo su dichiarazioni, scadenze e regolamenti comunali, mentre su Hostland trovi servizi e professionisti che possono aiutarti a gestire gli adempimenti della tua casa. Tu hai mai preso una multa per un modulo dimenticato?