Negli ultimi mesi le prime pagine dei giornali e i servizi televisivi hanno diffuso titoli allarmistici: "Keybox vietate a Milano, Firenze, Roma", "Guerra alle cassette portachiavi", "Basta al self check-in".
Il risultato? Migliaia di host e property manager in tutta Italia sono finiti nel panico, credendo in buona fede che l'uso di una cassetta di sicurezza o di una serratura smart fosse diventato fuori legge.
👉 Iscriviti subito al Webinar: Giovedi 26 Novembre ore 21.00
La realtà giuridica è ben diversa. Bisogna scindere i titoli dei giornali dalla norma scritta, separando due concetti che l'informazione di massa tende erroneamente a sovrapporre: l'occupazione del suolo pubblico e l'obbligo di identificazione degli ospiti (TULPS).
1. Decoro Urbano e Suolo Pubblico: Cosa Vietano i Comuni
La quasi totalità dei regolamenti comunali (come la delibera del Comune di Milano) non vieta l'oggetto "keybox" in quanto tale. Il divieto riguarda esclusivamente l'installazione abusiva di cassette portachiavi su:
Si tratta di una violazione dei regolamenti di occupazione di suolo pubblico e decoro urbano. Una cassetta agganciata al palo di un semaforo o a una rastrelliera pubblica è sanzionabile. La medesima cassetta posizionata su una parete di proprietà privata, all'interno dell'androne o accanto al citofono del proprio immobile, non costituisce occupazione di suolo pubblico e non rientra in questi divieti comunali.
Le eccezioni: Centri Storici UNESCO (Roma e Firenze)
Esistono deroghe stringenti per specifici contesti urbani tutelati:
Firenze: Il divieto di installazione su facciate e superfici si estende anche alle proprietà private situate all'interno della zona UNESCO.
Roma: Le restrizioni del centro storico includono le facciate d'epoca e i muri perimetrali condominiali a tutela del patrimonio architettonico.
2. L'Obbligo "De Visu" (TULPS) e la Sentenza del Consiglio di Stato
Il secondo piano della questione è di livello nazionale e riguarda la pubblica sicurezza. L'articolo 109 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) impone l'identificazione di chiunque acceda a una struttura ricettiva prima della consegna delle chiavi.
La sentenza del Consiglio di Stato del 21 novembre 2025 ha chiarito 2 punti:
Il check-in "cieco" è vietato: Non è consentito lasciare un codice di sblocco a un ospite senza aver prima accertato in tempo reale che l'identità della persona al portone corrisponda ai documenti trasmessi.
Il mezzo non è il reato: Il Consiglio di Stato non ha bocciato la serratura elettronica o la keybox. Ha ribadito che l'accesso (la chiave o il tastierino) è un mezzo, mentre l'identificazione è un obbligo.
L'identificazione deve avvenire "de visu", ma la norma e la giurisprudenza consolidata confermano che il controllo visivo può essere effettuato anche da remoto in tempo reale, purché garantito da idonei strumenti tecnologici (es. spioncini smart integrati con videocamera, videocitofoni connessi o software di identificazione con videochiamata live verified).
WEBINAR LIVE GRATUITO SU HOSTLAB
Tutto per Un Self Check-in legale, facile e Smart nel 2026
Keybox, codici inviati via WhatsApp, ospiti che entrano senza incontrrare nessuno: dopo le ultime novità normative e la sentenza del Consiglio di Stato, come ci si mette davvero in regola senza impazzire?
In questo primo Webinar Live Gratuito su HOSTLAB, vedremo insieme:
Come gestire l'identificazione degli ospiti de visu seguendo le linee guida della giurisprudenza del Consiglio di Stato.
L'invio corretto dei dati su Alloggiati Web e la gestione della privacy dei documenti.
I software, le serrature smart e gli strumenti tecnologici per avere arrivi 100% flessibili ed evitare qualsiasi sanzione.
Sessione Q&A live per rispondere a tutte le tue domande.
Quando: Giovedì 26 novembre 2026 ore 21:00 (Diretta Zoom)
Attenzione: I posti per la partecipazione alla diretta sono strettamente limitati ai primi 100 host registrati.
👉Iscriviti subito al Webinar