Airbnb non vuole i punti. Si fa pagare con quelli di American Express
Oltre un milione di annunci Airbnb entrano nel portale viaggi di American Express, in esclusiva.
Oltre un milione di annunci Airbnb entrano nel portale viaggi di American Express, in esclusiva.

Brian Chesky ha spiegato che un eventuale programma fedeltà di Airbnb non sarebbe fatto di punti. Niente collezioni, niente bollini, niente raccolta come al supermercato. Poi, il 22 ottobre, Airbnb è entrata nel sistema a punti più famoso del mondo, quello delle carte American Express. Non ha creato i suoi punti: ha preso in prestito quelli degli altri.
Da quel giorno i titolari statunitensi di una carta Amex trovano su AmexTravel.com e nell'app di viaggio una nuova scheda chiamata Homes, con oltre un milione di annunci Airbnb. Si cerca lì, si prenota lì, si guadagnano punti lì. Che cosa cambia con l'accordo tra Airbnb e American Express?
Il meccanismo è semplice da raccontare e meno semplice da digerire. Secondo Skift, i soggiorni prepagati fanno guadagnare fino a cinque volte i punti Membership Rewards: cinque per i titolari della carta Platinum, tre per la Green, due per le altre carte idonee.
C'è poi il pezzo più goloso. Il credito annuale da 600 dollari per gli alloggi della Platinum, che fino a poco fa si chiamava credito hotel ed era limitato alle strutture dei programmi Fine Hotels + Resorts e The Hotel Collection, ora si può spendere anche nelle case Airbnb Luxe, con un minimo di due notti. E chi prenota un soggiorno Luxe sblocca un ulteriore credito annuale da 250 dollari per le Esperienze Airbnb.
Lo stesso giorno, scrive Skift, Amex ha chiuso il suo prodotto di case vacanza, Select Homes + Retreats. Non è una partnership tra le tante: Airbnb è diventata il partner esclusivo per gli affitti vacanza di American Express Travel.
Qui sta la differenza rispetto agli accordi già visti con Qantas, Delta o British Airways, che funzionavano soprattutto con link tracciati verso il sito di Airbnb. Con Amex il cliente cerca e prenota dentro il portale della carta, ma tutto il resto resta in mano ad Airbnb: pagamento, messaggi, modifiche, cancellazioni, assistenza.
Skift lo riassume così: «Airbnb still owns the transaction», cioè la transazione resta di Airbnb. Per l'host questo è un sollievo e una conferma. Sollievo, perché non arriva un nuovo intermediario con regole sue. Conferma, perché il rapporto con l'ospite continua a passare da una sola porta, e la chiave non ce l'ha lui.
Un portavoce di Airbnb ha rifiutato di spiegare il modello economico dell'accordo o il suo impatto finanziario. Quindi non sappiamo chi paga cosa a chi. Sappiamo però una cosa: in questa catena l'unico che non firma niente è chi mette a disposizione la casa.
Il retroscena è da manuale. American Express Travel funziona dal 2015 con la tecnologia di Expedia, che le fornisce voli e hotel. Vrbo, il marchio di case vacanza di Expedia, quel portale non lo aveva mai rifornito. Quindi Expedia non perde ricavi diretti, ma vede chiudersi una porta che pensava di aprire.
Dal 2025 Expedia porta l'offerta Vrbo ai partner B2B, tra cui Alaska Airlines, Delta e Revolut, e il suo settore B2B nel secondo trimestre 2026 è cresciuto del 21% nelle prenotazioni lorde, il ventesimo trimestre di fila a doppia cifra. Il canale delle carte e dei punti è centrale per quella strategia. Airbnb ci si è seduta sopra, in esclusiva.
Amex ha voluto tranquillizzare: «There's no change to our existing business with Expedia», niente cambia nei rapporti con Expedia. Airbnb ed Expedia hanno preferito non commentare. Il silenzio, nel mondo delle OTA, è spesso il commento più eloquente.
Partiamo dai limiti. L'accordo riguarda i titolari di carte negli Stati Uniti e le fonti non dicono quali paesi siano inclusi tra gli oltre un milione di annunci. Il bonus più ricco, il credito da 600 dollari, vale solo per le case Luxe, che sono una nicchia. Quindi nessuno si aspetti l'invasione dei viaggiatori Platinum.
Detto questo, il segnale è chiaro. Le piattaforme non si contendono più solo gli ospiti: si contendono i canali che portano gli ospiti. Le compagnie aeree, le banche, le carte di credito diventano vetrine, e la vetrina decide chi viene messo in prima fila. Chi vince queste battaglie aumenta il proprio potere contrattuale, anche verso gli host.
C'è poi un effetto più sottile. Un ospite che prenota con i punti della carta, o con un credito che scade a fine anno, ragiona in modo diverso. Si sente un cliente della banca prima che un ospite della tua casa. Le aspettative arrivano dall'esperienza Platinum, non dalla tua descrizione dell'annuncio. E quando qualcosa non va, la recensione la scrive a te.
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