Ci sono interviste che si leggono e interviste che si contano. Quella concessa da Bernabò Bocca al Corriere appartiene alla seconda categoria: si contano le volte in cui il presidente di Federalberghi invoca "lo studio" (tre) e le volte in cui cita un numero tratto da quello studio (zero).
Si contano anche le domande dell'intervistatore sulla fonte: zero anche quelle. Lo studio esiste, assicurano, ed è stato anticipato al Corriere. Consultarlo, però, non può nessun altro. Un pareggio perfetto, l'unico momento in cui si gioca davvero ad armi pari.
Il ritornello è noto: «stesso mercato, stesse regole». Lo ripete da anni un uomo che presiede Federalberghi dal 2000, guida il gruppo di famiglia Sina Hotels dal 1990 e dal 2023 è presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Ventisei anni alla guida della lobby alberghiera, una catena di cinque stelle tra Firenze, Roma, Venezia e Milano, la poltrona più influente della finanza fiorentina.
Dall'altra parte del campo, il pensionato di Genova che affitta il bilocale della zia. Armi pari, appunto.
Il mercato che non c'è (e che nessuno vuole vedere)
Il Sina Villa Medici di Firenze ha cento camere, un giardino privato con piscina, un centro benessere e lo storico Harry's Bar. Le suite in alta stagione arrivano a cifre che sfiorano i mille euro a notte.
Il monolocale medio in affitto breve offre un letto, un bagno, una chiave e il wifi. Niente colazione, niente concierge, niente piscina.
Sostenere che i due prodotti si contendano lo stesso cliente equivale a dire che la trattoria sotto casa fa concorrenza sleale al ristorante stellato perché entrambi servono pasta.
I fantasmi senza CIN (che però sono già registrati)
Secondo Bocca, la concorrenza sleale starebbe nel fatto che "molti" alloggi non sono nemmeno registrati. I numeri però li ha pubblicati il Ministero del Turismo: ad aprile 2026 la banca dati nazionale contava 711.215 strutture, l'88,5% già dotate di CIN.
Bocca aggiunge che è "impensabile" controllare oltre 700 mila alloggi. Ma in quegli oltre 700 mila ci sono tutte le strutture ricettive, alberghi compresi: nel conteggio degli incontrollabili, il presidente di Federalberghi ha infilato anche i propri associati.
E da giugno 2025 i Comuni dispongono di un cruscotto che estrae in pochi clic le strutture senza CIN. L'impensabile, a quanto pare, si fa con un filtro.
Soprattutto, chi affitta senza CIN non è un affitto breve irregolare. È un abusivo. Rischia da 800 a 8.000 euro di sanzione e non può pubblicare sulle OTA. Chi affitta col passaparola esiste dagli anni Cinquanta, e oggi, senza piattaforme, è un fenomeno residuale.
I controlli quotidiani (che funzionano, quando li fanno)
Gli alberghi, spiega Bocca, subiscono controlli quotidiani, mentre negli alloggi sono pochissimi. Nella sua Firenze, nel 2025, la polizia municipale ha effettuato 223 controlli ed elevato oltre mille sanzioni in meno di quattro mesi.
Quanto agli alberghi, non lo diciamo noi: secondo il rapporto annuale dell'Ispettorato nazionale del lavoro, nel settore alloggio e ristorazione su 9.408 ispezioni sono emerse 6.937 irregolarità, con 4.830 lavoratori totalmente in nero.
Gli hotel irregolari? Ecco alcuni "eroici" hotel
Agrigento: due hotel controllati e due sospesi per lavoro nero
Rimini: un hotel chiuso un mese perché non comunicava gli ospiti alla Questura
Bellaria: una licenza sospesa per ospiti non registrati su Alloggiati Web
Riccione: la Guardia di Finanza ha sequestrato lo storico Grand Hotel, gestito da una società fallita, con licenze revocate e incassi in nero. 29 milioni di euro il valore della confisca
e potremmo andare avanti molto...
Per mettere insieme un caso del genere servirebbero migliaia di bilocali con la keybox. Quindi, caro Bocca, prima di cercare gli abusivi nei monolocali degli altri, forse conviene dare un'occhiata in casa propria.
Cinque notti minime, perché sì (e nessun altro motivo)
Tra le soluzioni proposte c'è un soggiorno minimo obbligatorio "dai 5 giorni in su". Perché cinque e non tre, o sette, o dodici? Un criterio non c'è.
Non è legato alla pressione abitativa né ai dati di un quartiere. È una soglia scelta da un concorrente per il concorrente.
A Firenze, nel 2025, la permanenza media dei turisti è stata di 2,4 notti: con il minimo di cinque giorni chiuderebbe il mercato, non l'abusivismo. Curiosamente, nessuno propone lo stesso vincolo per le suite di Villa Medici.

La "tassazione diversa" esiste già
E la "tassazione diversa" tra città d'arte e borgo? Esiste già. Eccola:
IMU su ogni immobile diverso dall'abitazione principale, con aliquote decise da ciascun Comune
TARI con tariffe comunali differenziate
Imposta di soggiorno fissata Comune per Comune
Cedolare secca al 21% sul primo immobile e al 26% sui successivi, pagata sul lordo senza dedurre un euro di spese, commissioni, bollette e altro.
La differenza tra Firenze e un borgo appenninico, essite già
I giganti veri (che non sono gli host)
Poi ci sono i famosi "casi limite". Secondo il nuovo studio anticipato dal Corriere, c'è chi gestisce 15 mila alloggi. Un numero fatto apposta per indignare.
Nessuno alza il ditino per chiedere l'ovvio: chi possiede quindicimila case? Nessuno. Quelli sono gestori, società di property management che amministrano gli appartamenti di migliaia di proprietari diversi.
La casa resta del proprietario, il reddito è del proprietario, le tasse le paga il proprietario. Federalberghi e il Corriere usano questi stralci per indignare i lettori. Ma noi l'anello al naso non ce l'abbiamo.
Anche la favola delle città d'arte regge poco: Roma, Firenze e Venezia insieme contano circa 78 mila strutture su oltre 700 mila, hotel inclusi. Il resto è fatto di borghi, mare, montagna e città medie, ma guarda caso Bocca è proprio di Firenze.
I veri giganti a Firenze
I giganti veri, a Firenze, si riconoscono dalla geometria:
Al posto dell'ex Teatro Comunale, due fondi internazionali hanno costruito tre palazzi con 156 appartamenti di lusso per affitti turistici brevi: è il celebre cubo nero. La Procura indaga quindici persone, ex soprintendente compreso
In via San Gallo un resort extralusso alza una torre di 23 metri che toglie il sole alle finestre dei residenti
Il Four Seasons ha trasformato in una spianata di terra il giardino all'italiana che fu delle Suore di Santa Maria Riparatrice; il Comune ha annunciato accertamenti
Riassumendo: il bilocale con la keybox è una minaccia per il decoro della città, il cubo nero sul lungarno è riqualificazione urbana. La differenza non sta nell'impatto. Sta nel conto in banca di chi bussa alla porta del Comune.
Di tutto questo, nelle interviste di Bocca, non c'è traccia.
Lo studio che aspettiamo (e che vorremmo leggere)
Nessuno contesta il diritto degli albergatori a difendere i propri interessi. È il loro mestiere, e Bocca lo fa benissimo da ventisei anni.
Il problema nasce quando la difesa di un interesse viene presentata come un dato oggettivo e i dati restano chiusi in un cassetto con dichirazioni molte volte facilmente smentivile da dati pubblici
Siamo andati a cercarlo, lo studio. Sul sito di Federalberghi l'ultimo pubblicato risale al 2023, prima del CIN e della banca dati nazionale. Quello nuovo l'ha visto il Corriere, e solo il Corriere.
Siamo sinceramente curiosi di leggerlo: vorremmo conoscerne le fonti, capire da dove sono stati estratti i dati, con quale metodo, su quale campione e in quale periodo.
Siamo certi che Federalberghi lo pubblicherà a breve, così tutti potranno consultarlo