La storia assurda: 1 stella senza aver mai soggiornato
Vi racconto cosa è appena successo a un collega host. Un ospite pretende la cancellazione gratuita senza penali il giorno stesso dell'arrivo.
L'host, applicando correttamente le proprie policy di cancellazione, rifiuta. Il risultato? L'ospite si vendica lasciando una recensione con punteggio 1, senza aver mai varcato la soglia della struttura.
La risposta incredibile dell'assistenza Booking.com
La cosa più allucinante è la risposta ufficiale dell'assistenza di Booking.com. Hanno confermato che la recensione resta online perché, secondo le loro regole:
"Le recensioni possono essere lasciate dagli ospiti che hanno avuto un'esperienza con la prenotazione, anche nel caso in cui il soggiorno non sia stato completato."
Nelle loro policy ammettono infatti il diritto di recensione per le "prenotazioni non usufruite".
Un vero e proprio paradosso, considerando che sulle loro stesse guide definiscono la recensione come l'opinione di un ospite "dopo aver soggiornato in una struttura".
Perché questo è gravissimo per gli host nel 2025
Dal mese di gennaio 2025, Booking ha introdotto un nuovo sistema di calcolo: le recensioni più recenti hanno un peso molto maggiore sul punteggio finale.
Un "1" dato per ritorsione da chi non ha mai visto la struttura:
Distrugge il lavoro e i sacrifici di mesi
Abbassa drasticamente la media complessiva
Penalizza il posizionamento nelle OTA
Riduce la visibilità e le prenotazioni
Il sistema di recensioni come arma di ricatto
È inaccettabile che una piattaforma permetta di usare il sistema di valutazione come un'arma di ricatto per aggirare le policy di cancellazione.
Gli host che gestiscono affitti brevi in modo professionale, rispettando normative come l'obbligo del CIN, la compilazione degli alloggiati web e il pagamento della cedolare secca, si ritrovano vittime di un sistema che premia il ricatto.
Questa pratica mina alla base la credibilità delle recensioni e danneggia gravemente chi lavora con trasparenza nel property management.