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Affitti Brevi in Puglia 2025: Nuova Stretta e Regole per Host

La Puglia introduce nuove regole per gli affitti brevi nel 2025: limiti comunali, SCIA per gestione imprenditoriale, assicurazione obbligatoria. Con oltre 44.000 immobili registrati, la Regione segue il modello toscano per governare la crescita.

SSergio Battelli29 aprile 2026·2 viste
Affitti Brevi in Puglia 2025: Nuova Stretta e Regole per Host

Il dibattito sugli affitti brevi continua a infiammare l'Italia, e anche la Puglia si prepara a scendere in campo con un nuovo disegno di legge mirato a regolamentare un settore in continua e rapidissima espansione.

Se sei proprietario di un immobile a uso turistico, o se semplicemente segui le dinamiche del mercato immobiliare e turistico, ecco tutto quello che devi sapere sulle nuove regole in cantiere.

Il boom degli affitti turistici e l'ispirazione toscana

I numeri parlano chiaro: nel 2025, gli immobili destinati alla locazione turistica registrati nella banca dati della Regione Puglia hanno superato quota 44.000, incidendo per il 18,7% degli arrivi e per il 17,1% delle presenze totali sul territorio.

Questa crescita, se da un lato traina l'economia, dall'altro ha contribuito a ridurre la disponibilità di alloggi residenziali, creando squilibri socio-economici nei centri urbani e nelle località più gettonate.

Per gestire questo fenomeno, la Puglia ha deciso di seguire le orme di Toscana ed Emilia-Romagna. In particolare, il modello toscano ha fatto scuola: la sua normativa, che permette ai Comuni di stabilire limiti specifici nelle aree più a rischio, è stata persino legittimata dalla sentenza n.186 del 2025 della Corte Costituzionale.

Anche l'Emilia-Romagna, a dicembre 2025, si è mossa nella stessa direzione introducendo una destinazione d'uso urbanistica specifica per le locazioni brevi.

Maggiori poteri ai sindaci: i nuovi limiti in arrivo

Lo schema del nuovo disegno di legge pugliese (composto da nove articoli) darà ai Comuni ad alta densità turistica e a tutti i capoluoghi di provincia il potere di approvare regolamenti mirati per limitare e gestire le locazioni, incluse quelle esercitate in forma imprenditoriale.

Parametri per le restrizioni comunali

Ma su quali parametri i Comuni potranno basare le loro restrizioni? Tra gli elementi di valutazione rientrano:

  • Il rapporto tra posti letto disponibili e popolazione residente

  • L'impatto degli affitti brevi sulla disponibilità di case a prezzi accessibili e sulla residenzialità

  • La tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico

  • Le caratteristiche del tessuto urbano e la distribuzione delle strutture ricettive tradizionali

Di conseguenza, potranno nascere limitazioni in zone specifiche, nuove regole sul rapporto tra la superficie dell'immobile e il numero massimo di ospiti, e l'imposizione di nuovi standard qualitativi legati a igiene, accessibilità e connessione internet.

Chi è già operativo non deve allarmarsi: è previsto un regime transitorio per permettere a tutte le unità già attive di adeguarsi gradualmente ai nuovi criteri.

Burocrazia e assicurazione: le regole amministrative

Accanto alle norme urbanistiche, il provvedimento introduce novità importanti sul fronte amministrativo e degli obblighi:

Gestione imprenditoriale

Scatterà l'obbligo di presentare una SCIA telematica al SUAP del Comune. Ricordiamo che l'attività si presume imprenditoriale se si destinano agli affitti brevi più di due appartamenti per periodo d'imposta, in linea con la normativa nazionale in vigore dal 1° gennaio 2026.

Gestione non imprenditoriale

Sarà sufficiente una comunicazione di inizio attività, sempre tramite SUAP.

Assicurazione obbligatoria

Viene introdotto l'obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso i clienti, calcolata in proporzione alla capacità ricettiva dell'alloggio.

Altri obblighi confermati

Restano ovviamente confermati i classici obblighi:

  • Comunicazione dei flussi turistici alle autorità competenti

  • Registrazione degli ospiti tramite Alloggiati Web alla pubblica sicurezza

  • Versamento dell'imposta di soggiorno

  • Esposizione del CIN (Codice Identificativo Nazionale)

Inoltre, i Comuni creeranno elenchi ufficiali delle attività e avranno il potere di effettuare sopralluoghi per verificare i requisiti.

Un delicato equilibrio da trovare

L'obiettivo della Regione Puglia non è certo quello di bloccare o penalizzare il turismo, ma di fornire ai Comuni gli strumenti necessari per intervenire dove l'eccesso di affitti brevi rischia di danneggiare la qualità urbana e la vita dei residenti.

In poche parole: governare la crescita, non subirla.

Ora resta da capire quale sarà l'iter definitivo della legge e, soprattutto, come le singole amministrazioni locali sceglieranno di usare questi nuovi poteri.

Sarà proprio nelle singole città che si giocherà la partita più difficile: trovare il giusto equilibrio tra lo sviluppo turistico, il sacrosanto diritto all'abitare e la sostenibilità dei nostri centri urbani.

// in breve

La Puglia introduce nel 2025 nuove regole per affitti brevi: SCIA obbligatoria per gestione imprenditoriale (oltre 2 appartamenti), assicurazione RC clienti, limiti comunali in zone ad alta densità turistica. Regime transitorio previsto per chi è già operativo.

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