Il SICET grida al flop fiscale sugli affitti brevi: ma vivono ancora nel 2000?
Il SICET ha pubblicato un comunicato sul gettito fiscale 2024 degli affitti brevi, gridando al "flop" e puntando il dito contro un presunto "sommerso" dilagante.
C'è solo un problema: i dati che citano sono vecchi, le argomentazioni datate, e la realtà del settore completamente ignorata.
Facciamo chiarezza, punto per punto.
1. Il sommerso negli affitti brevi? Una favola del 2023
Caro Esposito (e cari sindacalisti del SICET): svegliatevi. Siamo nel 2026.
Da Febbraio 2024 le OTA (Airbnb, Booking.com e tutte le altre piattaforme) operano come sostituti d'imposta. Questo significa che:
La ritenuta del 21% viene applicata alla fonte, prima ancora che l'host veda un centesimo
Il Fisco incassa direttamente dalle piattaforme
L'evasione fiscale sui portali è azzerata per legge
Se avete prove concrete di questo "nero" fantomatico, tiratele fuori. Altrimenti smettetela di infangare un settore super-controllato, super-tracciato e super-tassato.
Volete parlare di sommerso? Guardate ai contratti di affitto tradizionali: lì sì che ci sarebbe da ridere. O piangere.
2. Acconto ≠ saldo: lezione di fiscalità per principianti
Definire "flop" il gettito fiscale dimostra malafede o, peggio, incompetenza fiscale.
La ritenuta alla fonte del 21% è un acconto, non il saldo finale. Molti host scelgono consapevolmente il regime IRPEF ordinario invece della cedolare secca per:
Sfruttare le detrazioni per mutui
Portare in detrazione carichi familiari
Detrarre spese di ristrutturazione e manutenzione
Si chiama pianificazione fiscale lecita, non evasione. Ma forse la differenza tra acconto e saldo è un concetto troppo tecnico per chi preferisce fare propaganda politica anziché sindacato serio.
Il gettito complessivo si vedrà con le dichiarazioni dei redditi 2025 (anno d'imposta 2024). Nel frattempo, il Fisco ha già incassato miliardi di euro di acconti. Zero rischio. Zero evasione.
3. I soliti predicatori del libero mercato
Attaccare il libero mercato immobiliare è l'ultimo rifugio di chi non sa più come giustificare la propria esistenza sindacale.
Il SICET preferisce fare politica populista sulla pelle dei proprietari invece di:
Aiutare gli inquilini a trovare soluzioni abitative concrete
Formare i proprietari sulle normative (come il CIN, gli adempimenti su Alloggiati Web, l'IMU)
La verità fa male? Il settore degli affitti brevi oggi è il più tracciato, controllato e tassato dell'intero mercato immobiliare italiano. E continua a crescere perché risponde a una domanda reale di turisti, lavoratori e famiglie.
Il SICET può continuare a vivere nel passato. Noi host, nel frattempo, continueremo a lavorare, pagare tasse e offrire ospitalità di qualità.