vitadahost.it
tutti gli articoli

Firenze vieta gli affitti brevi ai privati ma li gestisce nel pubblico

Il Comune vieta gli affitti brevi ai privati, ma l'ASP Montedomini affitta 11 appartamenti pubblici a Limehome per 18 anni. Un sistema di doppi pesi e doppie misure che coinvolge patrimonio da 100 milioni e contratti turistici.

SSergio Battelli20 luglio 2026·2 viste
Firenze vieta gli affitti brevi ai privati ma li gestisce nel pubblico

La doppia morale di Firenze sugli affitti brevi: vietati ai privati, permessi negli immobili pubblici

C'è una Firenze che negli ultimi due anni ha costruito la sua identità politica attorno a una battaglia: fermare gli affitti brevi. Blocco di nuove autorizzazioni esteso fino alla periferia — primo caso in Italia — divieto di nuovi codici identificativi nazionali (CIN) nel centro storico UNESCO, controlli, keybox tagliate con le cesoie.

Piccoli proprietari trattati come speculatori solo per aver messo a reddito, con enormi sacrifici, l'appartamento di famiglia.

E c'è una seconda Firenze. Quella che nello stesso periodo, attraverso un ente pubblico con finalità sociali, affittava appartamenti a un colosso internazionale degli affitti turistici per diciotto anni. Non sono due città diverse: è la stessa amministrazione, raccontata con due pesi e due misure.

Cos'è l'ASP Montedomini e perché gestisce un patrimonio da 100 milioni

L'ASP Montedomini è un'azienda pubblica di servizi alla persona, controllata dal Comune di Firenze, nata con finalità socio-assistenziali — storicamente rivolta ad anziani e persone in difficoltà.

Ha un patrimonio immobiliare enorme:

  • 428 proprietà totali, di cui 402 nella sola Firenze

  • Valore stimato: oltre 100 milioni di euro

  • Immobili sparsi in tutto il centro storico: piazza San Giovanni, via de' Calzaiuoli, via Roma, via Porta Rossa, borgo Pinti, via Nazionale, via Guelfa, via Faenza

  • Decine di unità all'Isolotto, Statuto, Rovezzano, Novoli, Campo di Marte

  • Proprietà anche fuori città: Lastra a Signa e Tirrenia

Un patrimonio pubblico immenso, costruito con donazioni e lasciti di generazioni di fiorentini per aiutare chi aveva bisogno — non per fare da incubatore a operatori turistici internazionali.

2009: la Sindaca Funaro nell'ASP prima di arrivare a Palazzo Vecchio

2009. Prima ancora che esistesse in Italia il dibattito sugli affitti brevi, l'attuale Sindaca Sara Funaro — allora candidata non eletta al consiglio comunale — viene nominata vicepresidente dell'ASP Montedomini.

Incarico che ricopre prima di diventare assessora nel 2014 e poi sindaca nel 2024. È un dato che risulta dal suo stesso curriculum ufficiale depositato al Comune, non un'illazione: quindici anni di storia dentro lo stesso perimetro di potere, tra ente e amministrazione, prima di arrivare a Palazzo Vecchio.

Il bando 2023: nove appartamenti a Limehome per diciotto anni

2023. L'ASP Montedomini pubblica un bando per concedere in locazione, per diciotto anni, l'intero complesso di via Guelfa 83 — nove appartamenti.

Se lo aggiudica Limehome, società internazionale specializzata in affitti turistici gestiti tramite OTA (Online Travel Agency), con una base d'asta di 9.300 euro mensili per l'intero pacchetto: un affare per chi lo prende in gestione, che nel giro di poche settimane di alta stagione rientra della spesa.

Nello stesso anno, il Comune annuncia pubblicamente l'intenzione di riacquistare dall'ASP l'ex convento di Sant'Agnese — proprietà adiacente agli stessi immobili di via Guelfa — per realizzarvi trenta alloggi di social housing e "riportare residenza in centro".

A oggi, luglio 2026, di quell'acquisto non risulta alcun atto formale. Tre anni di promesse sulla carta, diciotto anni di contratto commerciale già firmati e operativi accanto.

Febbraio 2026: consulenza legale con oggetto omissato

Febbraio 2026. Nei provvedimenti pubblicati dall'ASP compare l'affidamento di una consulenza legale sulla "gestione del contratto di locazione" di via Guelfa — con l'oggetto pubblicato in forma omissata.

Su un patrimonio nato dalla generosità dei fiorentini, la trasparenza evidentemente non è un dovuto. Nello stesso periodo iniziano a comparire le prime recensioni online per gli appartamenti di via Guelfa 81, prenotabili su Airbnb e Booking.

Luglio 2026: scoppia lo scandalo dei CIN negli immobili pubblici

16 luglio 2026. In un palazzo di proprietà interamente pubblica dell'ASP Montedomini, tra la Fortezza da Basso e via Nazionale, due appartamenti — circa 77 e 160 metri quadrati — risultano affittati come case vacanza.

Dotati di:

  • Insegna "Guelfa Palace 81"

  • Codice Identificativo Nazionale (CIN) regolarmente esposto

  • Citofono e tastierino elettronico per l'accesso autonomo

La targa con il nome della struttura, curiosamente, risulta già rimossa lo stesso giorno in cui la notizia viene pubblicata: un tempismo che qualcuno, in Comune, potrà spiegare come coincidenza.

I due appartamenti, quasi 240 metri quadrati complessivi, risultano affittati dall'ASP a chi li gestisce per 2.000 euro al mese in tutto — una cifra che il mercato degli affitti brevi nel cuore di Firenze permette di recuperare in pochissime notti.

17-18 luglio 2026: il caso si allarga a undici appartamenti

17 luglio 2026. La Nazione conferma la notizia. Il caso solleva "un vespaio di polemiche in città", si legge, "soprattutto per la mission dell'ente". Vengono annunciate verifiche — le stesse verifiche che, guarda caso, arrivano sempre a cose fatte, mai prima che un contratto da diciotto anni sia già operativo.

18 luglio 2026. Il caso si allarga, e di molto. Non sono due gli appartamenti coinvolti ma undici: al civico 83 dello stesso complesso, i nove appartamenti del bando 2023 gestiti da Limehome risultano affittati dall'ASP per 9.000 euro totali al mese.

Nello stesso giorno emerge un ulteriore immobile ASP in via Vaccareccia 5, angolo piazza della Signoria, vista diretta su Palazzo Vecchio: si chiama "Palazzina Fusi. Suites and Apartments", con CIN regolare e lo stesso tipo di accesso automatizzato che il Comune ha dichiarato vietato per le attività ricettive quando a farlo sono i privati.

I prezzi praticati ai turisti:

  • 934 euro per sei notti ad agosto

  • 2.575 euro per sei notti a settembre — 430 euro a notte

In un appartamento pubblico, con vista su Palazzo Vecchio, mentre a un privato con lo stesso identico immobile viene detto che non può farlo.

Il dettaglio che toglie ogni alibi: era previsto nel contratto ASP

Un dettaglio, emerso da chi ha analizzato gli atti pubblicati dall'ASP, toglie ogni alibi residuo: la destinazione turistica di via Guelfa non è un errore, non è l'interpretazione forzata di un contratto ambiguo, non è un tecnico che ha sbagliato una casella.

Era scritta, nero su bianco, nello schema di contratto predisposto dalla stessa azienda pubblica.

Il presidente di Montedomini dichiara al Corriere Fiorentino che "affitti brevi lì non se ne possono fare" lo stesso giorno in cui emerge che il contratto li prevedeva esplicitamente. Non è un pasticcio: è, come ha detto senza mezzi termini chi lo ha scoperto, un sistema.

Censimento urgente del patrimonio: 428 immobili da verificare

Il presidente dell'ASP, in carica da circa un anno, convoca un consiglio di amministrazione urgente per il 29 luglio 2026 e annuncia un censimento completo dell'intero patrimonio immobiliare dell'azienda — 428 immobili — per verificare quanti siano stati destinati, in tutto o in parte, ad attività turistiche incompatibili con la missione sociale dell'ente.

Un censimento che, viene da chiedersi, qualcuno avrebbe dovuto fare prima di firmare un contratto da diciotto anni, non dopo che un comitato di cittadini lo ha scoperto.

Il doppio standard di Firenze è la fotografia del sistema Italia sugli affitti brevi

Ed è qui che il caso Montedomini smette di essere un fatto locale e diventa la fotografia perfetta di come funziona il sistema Firenze — e non solo Firenze — sugli affitti brevi.

Da una parte:

  • Piccoli host privati, trattati come nemici pubblici

  • Sottoposti a un impianto normativo tra i più severi d'Europa

  • Raccontati sulla stampa nazionale come speculatori senza scrupoli che "rubano case ai residenti"

  • Controlli su keybox, adempimenti burocratici infiniti

Dall'altra:

  • Un intreccio fitto di enti partecipati, consigli di amministrazione, bandi pluriennali

  • Consulenze legali dagli oggetti omissati

  • Operatori internazionali come Limehome che si aggiudicano interi complessi per diciotto anni

  • Lo stesso ecosistema di interessi che a livello nazionale vede Federalberghi e le grandi associazioni di categoria spingere per norme sempre più restrittive sugli host privati

Mentre il grande capitale immobiliare e alberghiero organizzato trova sempre, in ogni consiglio di amministrazione e in ogni bando, il modo di stare dall'altra parte del tavolo.

Una macchina ben rodata di amministratori delegati, fondazioni, media, enti partecipati e politica che si parlano, si conoscono, transitano dagli uni agli altri — nulla di illegale (che io sappia), capiamoci — sicuramente è più facile e utile creare il piccolo proprietario come nemico pubblico: L'Host è il perfetto capro espiatorio.

La politica deve rispondere ai cittadini, non agli azionisti

Chi amministra un ente pubblico non risponde agli azionisti o al proprio consiglio di amministrazione: risponde ai cittadini che quel patrimonio lo hanno costruito, con le tasse e con i lasciti.

E la politica, quando le cose vanno bene, non perde occasione di intestarsi il merito — la battaglia per la casa, lo scudo contro la speculazione, il primato nazionale delle norme più severe d'Italia.

Bene: agli onori corrispondono gli oneri, e questo è il momento degli oneri. Non basta un censimento convocato dopo lo scandalo, non basta una verifica annunciata ai giornali.

Non serve stabilire quale dirigente abbia firmato quale clausola per capire il punto politico di fondo: quando un'amministrazione sceglie di vietare un fenomeno ai cittadini privati, il primo posto dove quella regola dovrebbe valere senza eccezioni è dentro le proprie stesse entità controllate

Se lì non vale — se lì, anzi, rende di più e con meno controlli che altrove — allora la domanda da porsi non è più tecnica, e non è nemmeno più solo fiorentina.

È se il bersaglio, in tutta Italia, sia mai stato davvero l'affitto breve in sé — o semplicemente chi non aveva santi in paradiso per praticarlo.

// in breve

L'ASP Montedomini, ente pubblico di Firenze, ha affittato 11 appartamenti per 18 anni a Limehome per uso turistico, mentre il Comune vieta gli affitti brevi ai privati. Il patrimonio pubblico da 100 milioni è stato destinato a operatori internazionali con CIN regolari e accesso automatizzato.

// newsletter Vita da Host

Ricevi il prossimo articolo prima di tutti.

Normative, guide pratiche, strumenti e offerte dall'ecosistema Vita da Host. Zero spam, niente fuffa — solo cose che servono.

Iscrivendoti accetti la Privacy Policy. Doppio opt-in via email · cancellazione 1-click.

// supportarci

Niente sponsor. Solo lettori come te.

Vita da Host si finanzia con i nostri prodotti e con le donazioni di chi crede nel progetto. Se ti è stato utile e vuoi offrirci un caffè, ne saremo felicissimi.

Offrici un caffè
// Pagamenti sicuri — gestiti da Stripe
S
// scritto da
Sergio Battelli

Commenti

0 totali

Accedi per lasciare un commento.

// nessun commento. Sii il primo.

Dal blog
01Firenze vieta gli affitti brevi ai privati ma li gestisce nel pubblico·02Airbnb ha svuotato i centri? Erano vuoti 40 anni prima (dati ISTAT)·03Albergo Scomposto: Federalberghi scopre gli affitti brevi (2026))·Affitti brevi·04Oltre Airbnb e Booking: OTA alternative e HostLand·Affitti brevi·05Rendita da affitti brevi VS ETF: la doppia morale italiana 2026·banca·06Airbnb aumenta le commissioni al 15,5%: cosa cambia dal 13 ottobre 2026·Affitti brevi·07Truffe Prenotazioni: Guida completa e App per non farsi fregare·Affitti brevi·08Vivere di Turismo 2026: Sconto 20% con Vita da Host (Rimini, 17-18 Nov)·Affitti brevi·09Il Turismo Classista è servito·overtourism·10Keybox e Self Check-in 2026: Facciamo il punto.·Airbnb·11Booking Genius: dal 15 luglio lo sconto del 10% sarà visibile a tutti·Affitti brevi·12Firenze vende palazzo pubblico a 2.500€/mq: rivenduto a 25.000€/mq·Affitti brevi·13CLB: Property Manager e Co-Host: Guida con fonti ufficiali·Affitti brevi·14Allegato B Locazioni Turistiche Sicilia 2026: Scadenze e Novità·Divieti·01Firenze vieta gli affitti brevi ai privati ma li gestisce nel pubblico·02Airbnb ha svuotato i centri? Erano vuoti 40 anni prima (dati ISTAT)·03Albergo Scomposto: Federalberghi scopre gli affitti brevi (2026))·Affitti brevi·04Oltre Airbnb e Booking: OTA alternative e HostLand·Affitti brevi·05Rendita da affitti brevi VS ETF: la doppia morale italiana 2026·banca·06Airbnb aumenta le commissioni al 15,5%: cosa cambia dal 13 ottobre 2026·Affitti brevi·07Truffe Prenotazioni: Guida completa e App per non farsi fregare·Affitti brevi·08Vivere di Turismo 2026: Sconto 20% con Vita da Host (Rimini, 17-18 Nov)·Affitti brevi·09Il Turismo Classista è servito·overtourism·10Keybox e Self Check-in 2026: Facciamo il punto.·Airbnb·11Booking Genius: dal 15 luglio lo sconto del 10% sarà visibile a tutti·Affitti brevi·12Firenze vende palazzo pubblico a 2.500€/mq: rivenduto a 25.000€/mq·Affitti brevi·13CLB: Property Manager e Co-Host: Guida con fonti ufficiali·Affitti brevi·14Allegato B Locazioni Turistiche Sicilia 2026: Scadenze e Novità·Divieti·