L'8 settembre 2026 Google ha mandato una mail a tutti i partner che alimentano il proprio feed di annunci turistici
Il contenuto, tradotto dal burocratese: da quel giorno gli host europei sparivano dai risultati di ricerca. Non da Google in generale, ma da un pezzo specifico della pagina, quello che per anni ha portato prenotazioni dirette senza commissioni.
La cosa interessante non è tanto la sparizione in sé, quanto il motivo per cui è successa, e soprattutto chi ci ha guadagnato nel giro di poche ore.

Il motivo: una multa da 460 milioni, non una scelta strategica
Google non ha deciso di togliere il modulo Vacation Rentals dai risultati di ricerca in Europa per generosità normativa. Lo ha fatto perché deve rispettare il Digital Markets Act, la legge europea che regola i cosiddetti gatekeeper digitali.
A inizio estate la Commissione Europea gli ha inflitto una multa da 460 milioni di euro proprio per non aver rispettato abbastanza quella legge.
Nella mail ufficiale Google scrive che al momento non è in grado di mostrare l'attuale modulo per gli affitti vacanza nell'Area Economica Europea, e per questo lo rimuove, sperando di poterlo reintrodurre in futuro. Tradotto: non è una scelta strategica, è la via più semplice per evitare ulteriori sanzioni.
Vale la pena notare la geografia della cosa:
L'Area Economica Europea comprende i 27 paesi UE più Islanda, Liechtenstein e Norvegia
Regno Unito e Svizzera restano fuori: lì il modulo continua a funzionare
Per un host italiano, il cambiamento è pieno
Le conseguenze: meno visibilità gratuita, più intermediari
Qui arriva la parte che riguarda direttamente il tuo lavoro. Il modulo Vacation Rentals era uno dei pochi spazi in cui una struttura poteva comparire in cima ai risultati di ricerca di Google senza pagare commissioni a nessuno.
Bastava collegare il proprio motore di prenotazione tramite un feed tecnico. Con la sua sparizione, gli host che avevano investito tempo per configurarlo smettono di ricevere impressioni, clic e prenotazioni da quella fonte specifica.
Non è tutto. Google sta rivedendo l'intera pagina dei risultati per viaggi in Europa, con due blocchi distinti:
Per quest'ultimo, gli utenti europei non potranno più:
Quindi anche dove Google prova a lasciare uno spazio ai fornitori diretti, quello spazio diventa più povero di funzionalità rispetto a prima.
E Google Business Profile con le foto della struttura? Non è la stessa cosa
Qui serve chiarezza, perché la confusione è facile. Il modulo eliminato è quello specifico che comparava prezzi e disponibilità direttamente nella pagina di ricerca, alimentato da feed tecnici collegati al booking engine.
Google Business Profile è un prodotto diverso e non risulta toccato da questo cambiamento. È la scheda gratuita con foto, recensioni, indirizzo e orari che compare su Google Maps e nella colonna laterale quando cercano il nome della tua struttura.
Anzi, la stessa comunicazione di Google conferma che i feed possono continuare ad alimentare altre superfici come Maps e google.com/hotels, e gli annunci restano attivi per il traffico proveniente da fuori dell'Area Economica Europea. Fonte: PhocusWire
Quindi se la tua unica presenza su Google è una scheda Business Profile ben curata, con foto aggiornate e recensioni, quella resta al suo posto.
A chi parla davvero questa notizia
Se gestisci una locazione turistica occasionale, con pochi ospiti l'anno e senza un sito di prenotazione diretta collegato a Google, questo cambiamento probabilmente non ti tocca in modo pratico.
La tua visibilità continua a passare da OTA, Google Business Profile oppure il nostro HostLand.
Se invece sei un host imprenditoriale, gestisci più unità, o lavori con un property manager che aveva investito nella disintermediazione tramite feed diretti a Google, questa è una notizia che merita attenzione.
Toglie uno dei pochi canali gratuiti rimasti per farsi trovare senza pagare commissioni a Booking o Airbnb.
La lezione: nessuna piattaforma terza è per sempre
La lezione, se ce n'è una, è la stessa di sempre: nessuna piattaforma terza, per quanto gratuita oggi, è un canale su cui costruire una strategia a lungo termine senza un piano B.
Il giorno in cui cambia una legge, una policy o arriva una multa da 460 milioni, quel canale può sparire con una mail e nessun preavviso reale.
La domanda che vale la pena farsi non è se Google tornerà indietro, ma quanto della propria distribuzione conviene ancora affidare a chi gioca secondo regole che non hai scritto tu.